Dal capitone alla pastiera, dal torrone al cappone, le specialità per le festività si sprecano in tutta Italia. Tra i numerosi prodotti ce ne sono però alcuni che sono divenuti simboli nazionali. Eccoli.
Panettone, re senza tempo
Alla vigilia di Natale, nella corte del Duca Ludovico il Moro, signore di Milano, erano in corso grandi preparativi per il pranzo. Il capo cuoco stava preparando un dolce particolare, quando si accorse che era bruciato durante la cottura. Colto alla sprovvista, non sapeva che pesci pigliare, quando uno sguattero della cucina, detto Toni, propose un dolce che aveva preparato per sé, usando ingredienti 'di ripiego”. Il capo cuoco decise di fidarsi di Toni, servendo un 'pane dolce” inconsueto profumato di frutta candita e burro, con una cupola ben brunita. Lo strano dolce fu accolto con entusiasmo dai commensali e poi  battezzato 'pan del Toni”.
Sotto la stella del pandoro
Con il suo sapore soffice e delicato, il pandoro è diventato un simbolo del tradizionale pranzo natalizio. Dopo aver tanto festeggiato non può non apparire sulla tavola questo dolce dal colore giallo intenso, arricchito di zucchero a velo e talvolta impreziosito da abbondanti farciture di crema. Il suo nome deriva dal colore giallo oro intenso di questo dolce.
Le sue origini però sono incerte: alcuni studiosi attribuiscono l'origine da un antico dolce, a forma di stella, che i veronesi  consumavano a Natale il 'nadalin”. La tesi più accreditata lo lega però alla Casa Reale degli Asburgo a ad una variante del 'Pane di Vienna”, dove diversi strati di pasta sfoglia sono alternati a strati di burro, con il risultato che durante la cottura il dolce acquista volume. Fin dall'800 il pandoro è stato l'espressione più tipica della produzione dolciaria di Verona e oggi è famoso in tutta Italia.
Zampone e lenticchie portafortuna
La fine dell'anno vecchio e l'inizio del nuovo è un evento atteso con gioia e sulla tavola imbandita non può mancare il tradizionale zampone con le lenticchie. Questo piatto è servito a fine cena allo scoccare della mezzanotte, come augurio. La storia dello zampone è legata al famoso Giovanni Pico della Mirandola, che propose di utilizzare la pelle delle zampe anteriori dei maiali per conservare al meglio la carne e cucinarla al momento opportuno. Col passare del tempo, fu accostata la lenticchia, come vuole un 'rito” pagano che associa il prodotto a fortuna e soldi.
Occhio alla frutta secca!
Noci, nocciole, mandorle, pistacchi: parliamo di frutta secca distinta in due tipi di prodotti: i frutti a guscio e i frutti polposi essiccati. Entrambi hanno notevoli proprietà nutritive anche se sono grassi, cioè ricchi di lipidi, ma poveri di zuccheri. La frutta secca può essere indicata per la funzione intestinale e vascolare, mentre quella polposa essiccata o disidratata è, al contrario, ricca di zuccheri e povera di grassi. Il consumo di tali prodotti è abbinato a periodi dedicati all'eccesso alimentare: sommare ai pranzi luculliani delle feste anche le calorie della frutta secca annulla totalmente le sue qualità nutritive.