Trecentocinquanta varietà, 210 milioni di piante, 1 milione 200mila imprenditori e una produzione di circa 700mila tonnellate, per il 70% nel Sud. È la carta d’identità dell’olio italiano, protagonista della 10a “Settimana nazionale dell’olio”, organizzata lo scorso febbraio a Siena, Roma, Milano e Modica (Rg) da Enoteca Italiana e Associazione nazionale città dell’olio. L’iniziativa ha preso spunto dagli ultimi dati sintetici del comparto per avviare una serie di riflessioni.La Lombardia e il Triveneto (con un +8%) e la Sicilia (+12%) sono le sole regioni che hanno registrato un incremento produttivo dell’olio di oliva extravergine, che nel 2005 ha avuto una flessione stimata del 13,5% su base annua. Il comparto che, con un valore di circa 961 milioni di euro, ha fatto registrare nell’export 2004 un balzo in avanti del 15% e un aumento degli acquisti da parte delle famiglie italiane pari a 1 miliardo e 400 milioni di euro, guarda con rinnovata attenzione ai mercati esteri. Basti pensare che le esportazioni di extravergine nei soli Stati Uniti, dal 1990 sono cresciute di circa un terzo.
m.f.