Nella ristorazione capita sempre più spesso di vedersi servire, anziché la tradizionale bottiglia di 'minerale”, eleganti caraffe o bottiglie contenenti acqua purificata. è prodotta attraverso un sistema abbastanza complesso di microfiltrazione, sterilizzazione, refrigerazione dell'acqua di rete, il tutto addizionato, per chi lo richiede, di bollicine. Qualcuno inorridisce all'idea temendo che 'un litro di acqua del rubinetto costa in media una lira e mezza e viene rivenduto a qualche euro”. In realtà una breve riflessione permette di capire che non succede nulla di diverso dall'acqua in bottiglia, dove i costi non sono relativi all'acqua che sgorga dalla fonte ma derivano dall'imbottigliamento, dall'imballaggio, dai trasporti e soprattutto dalle brillanti campagne pubblicitarie. Anche in questo caso i costi non sono da imputarsi all'acqua di rete ma all'acquisto o affitto del macchinario e relativi costi di manutenzione. Se il motivo di imbarazzo non può essere il prezzo, altrettanto si può dire della qualità dell'acqua, considerando che la provenienza è dalla rete dell'acquedotto, quindi soggetta a numerosi e severi controlli e poi affinata con sistemi di microfiltrazione e sterilizzazione, come quelli utilizzati dai produttori di bibite alla spina in Italia e nel mondo. A livello ecologico, invece, il riciclaggio delle bottiglie o caraffe, opportunamente sterilizzate, è di gran vantaggio, poiché elimina in modo pressoché totale lo smaltimento di milioni di bottiglie di plastica. Per coloro che non si fidano di una bottiglia non sigillata, il consiglio è di rifiutarla, qualora si tratti di minerale preconfezionata all'origine e di accettarla con serenità se prodotta al punto d'uso, cioè immessa nelle bottiglie o caraffe all'interno del ristorante stesso, in quanto valgono le stesse regole del vino o della birra alla spina. Se poi proprio non ci fidiamo delle performance igieniche del ristoratore, sarà meglio cambiar locale, anche se, in questo caso, un dubbio peggiore potrebbe nascere per altri prodotti serviti, quali carne, pesce o surgelati. Sotto il profilo strettamente igienico è giusto valutare che in rarissimi casi la bottiglia di minerale viene lavata all'esterno prima di proporla in tavola. Questo è molto grave, soprattutto in considerazione del fatto che spesso vengono immagazzinate in luoghi igienicamente poco idonei. Chi tenta di allontanare l'opinione pubblica dall'acqua purificata con allarmismi ingiustificati, ha molto probabilmente interessi economici che vanno in contrasto con questa tendenza. Per corretta informazione è giusto ricordare che il 28 dicembre 2004 il ministero della Salute ha sospeso la vendita di 115 marche di acqua minerale: tale notizia, che riguarda direttamente la salute dei cittadini, ha avuto un bassissimo riscontro sui media nazionali, al punto che quasi nessuno si è accorto del provvedimento. I produttori di acqua purificata non investono somme ingenti in campagne pubblicitarie, non aiutando i media a far quadrare i propri bilanci: sarà forse per questo motivo che non godiamo della loro considerazione?
Silvano Allera Vicepresidente Associazione acque di qualità