Di fronte alla crisi degli agrumi c'è un primo esempio di filiera accorciata, che promuove un percorso dal produttore alla commercializzazione all'ingrosso e alla successiva vendita al dettaglio, senza inutili intermediazioni e che può essere in futuro esteso anche ad altre produzioni. Da Francofonte (Siracusa), territorio che rappresenta una delle più antiche e tradizionali agrumicolture di tutto il bacino del Mediterraneo, la società consortile 'Le buone terre” ha messo a disposizione circa 10.000 quintali di arance Tarocco, provenienti da due cooperative aderenti, e 3.500 quintali di limoni Femminello dell'azienda Campisitalia, in cassette di legno da 3 kg., che giungeranno nei negozi di ortofrutta di Lombardia, Piemonte, Veneto ed Emilia-Romagna a prezzi vantaggiosi e in 30 ore senza passare dai vari frigoriferi. Sin dai primi giorni dalla firma del protocollo d'intesa hanno aderito 1.630 negozi, di cui 850 a Milano e provincia, 265 nel Torinese, 277 nel Bolognese e 238 nel Veronese. Ma altri stanno aderendo anche in Liguria e nel Triveneto, per cui si potrebbe arrivare entro breve tempo a superare quota 2.000.  L'iniziativa, intesa a favorire i consumatori salvaguardando i redditi di produttori e grossisti dei mercati alimentari, è stata presentata al Circolo della stampa di Milano dai dirigenti della Fida (Federazione italiana dettaglianti alimentari), dalla Fedagromercati (Federazione nazionale delle associazioni degli operatori dei mercati agroalimentari) e dal Consorzio siciliano che raggruppa più di 1.200 ettari di agrumeti nelle province di Siracusa, Catania e Ragusa. Nei primi dieci mesi del 2004, secondo le rilevazioni della Società di ricerche Iha Italia, le famiglie italiane hanno acquistato agrumi per 1.005.000 tonnellate contro 1.051.700 dello stesso periodo del 2003, con un calo del 4,37% in quantità e del 3,27% in valore. L'acquisto medio per famiglie è passato dai 51,8 kg. del 2003 ai 48,1 kg. del 2004. Una crisi che si vede anche sul fronte dell'export. Secondo Aneioa, l'Associazione nazionale esportatori-importatori ortofrutticoli e agrumai, le importazioni nel 2003 (367 mila tonnellate) sono state più del doppio delle esportazioni (149mila tonnellate). Il forte calo dei volumi esportati (-30,9% nel 2002) comprime il valore a 87,2 milioni di euro (109 milioni nel 2002). Le importazioni sono aumentate del 25,4% in quantità e del 30,2% in valore. L'Italia, il primo Paese agroalimentare in Europa, è passato in seconda posizione dopo la Spagna.
Marino Fioramonti