Il ministro delle politiche agricole Gianni Alemanno ipotizza cautamente il ritorno della bistecca con l'osso per l'autunno. A distanza di più di un anno dal ritiro dal mercato della bistecca con l'osso, a causa dei problemi e delle paure legate al fenomeno mucca pazza, la fiorentina potrebbe tornare sulle tavole degli italiani a partire dal prossimo autunno. Questa, quantomeno, l'ipotesi fatta dal ministro delle politiche agricole e forestali Gianni Alemanno, a seguito delle decisioni prese dal Comitato scientifico Ue. In base alle disposizioni adottate dall'organizzazione, per poter tornare suoi banconi delle macellerie, la bistecca dovrà provenire unicamente dai bovini nati dopo la messa al bando delle farine animali, da sempre ritenute il principale motore di diffusione dell'encefalopatia spongiforme. 'Nonostante un primo parere positivo espresso dal comitato tecnico – ha specificato Gianni Alemanno – non è ancora possibile cantare vittoria”. Per il via libera definitivo, infatti, sarà necessario attendere la decisione in sede europea, dove l'allarme mucca pazza non è ancora completamente esaurito. Per risolvere il problema del ritorno della bistecca, la Commissione Europea sottoporrà la questione al vaglio degli stati membri, che dovranno esprimersi sia sul rispetto della data a decorrere dalla quale il divieto di utilizzare le farine animali è stato correttamente applicato, sia sulla possibilità 'di innalzare il limite d'età di macellazione dei bovini sopra al quale scatta l'obbligo di rimuovere la colonna vertebrale”. Ad oggi l'età è fissata in dodici mesi.
Nel contempo le opinioni dei diretti interessati al ritorno della fiorentina sul mercato sono improntate all'ottimismo, nonostante rimanga la consapevolezza del lento iter da seguire. 'Perché la bistecca con l'osso possa tornare sulle nostre tavole - hanno confermato dalla Coldiretti – la Commissione Europea dovrà, in primis, definire una proposta da metter in discussione al Comitato Permanente della Catena alimentare e della Salute animale. Se quest'ultimo rilascerà il placet, la Commissione sottoporrà la proposta al voto che, se favorevole, porterà all'adozione della decisione relativa al possibile innalzamento dell'età degli animali dai quali eliminare la colonna vertebrale”. L'ipotesi che circola con maggior insistenza è quella di elevare a 24 mesi il limite precedentemente fissato dal Consiglio dei Ministri agricoli dell'UE, il 29 gennaio 2001.
Particolarmente interessata a seguire l'iter di ridefinizione del limite di 12 mesi è anche la Confagricoltura. Il ritorno della fiorentina, infatti, assumerebbe un significato simbolico che sottolineerebbe il definitivo superamento della crisi BSE e delle sue implicazioni. Il fenomeno mucca pazza, del resto, aveva intaccato pesantemente l'economia e la produzione degli allevatori, costretti a 'pagare un peso salato per colpe e negligenze altrui, soprattutto nell'ambito del sistema dei controlli”. L'ottimismo per la recente decisione del comitato scientifico dell'UE deve fare però i conti con le attuali mancanze del settore, i cui problemi non sono stati ancora completamente risolti. Mancano, nello specifico, il completamento dell'anagrafe zootecnica e la messa a punto di un programma che coinvolga tutta la filiera per la raccolta e lo smaltimento delle 'parti a rischio”, ottenute durante la macellazione. Il rilancio completo del settore dovrà passare anche dalla risoluzione di queste problematiche.