Ortaggi, forse calano i prezzi e la produzione cresce
Produzione abbondante, prezzi in ribasso. A tre mesi dall'allarme 'zucchine d'oro” la situazione si è totalmente capovolta e i prezzi degli ortaggi registrano cali significativi su tutti i mercati. Lo evidenzia Confagricoltura, che fa un'analisi della situazione, basandosi su dati dell'”Osservatorio prezzi” voluto dal governo durante l'emergenza prezzi per fornire puntuali informazioni sulle quotazioni dei prodotti ortofrutticoli sui principali mercati. L'analisi tiene anche conto delle rilevazioni di Infomercati (che si interessa più specificatamente dei prezzi all'ingrosso), e delle quotazioni del mercato di Fondi, che erano state prese a riferimento anche nei mesi passati. Da una comparazione tra le rilevazioni di gennaio scorso e quelle attuali di fine marzo, si rileva ad esempio che i prezzi della lattuga sui primi tre mercati all'ingrosso italiani (Milano, Bologna e Fondi) sono scesi del 60-80 per cento. Per i carciofi flessioni che vanno dal 30 al 70 % del prezzo. Per i finocchi la riduzione è stata invece compresa tra il 20 ed il 47 per cento. Mentre per le zucchine, particolarmente sotto accusa nelle prime settimane dell'anno, si registrano cali del 75-80 per cento. Anche l'Ismea fa il punto sulla situazione, dopo il periodo pasquale, e rileva come l'offerta di prodotto resti abbondante e le quotazioni siano al ribasso.
La Confagricoltura ricorda che a gennaio scorso le brusche oscillazioni delle temperature e l'ondata di gelo provocarono danni enormi al comparto orticolo con un forte calo produttivo. La diminuzione dell'offerta, fece aumentare i prezzi dei prodotti. Si gridò alla speculazione e iniziò il balletto scandalistico delle responsabilità. La denuncia delle "zucchine d'oro", come vennero battezzate, rimbalzò sui mass media; e proprio le zucchine diventarono simbolo di una produzione serricola, messa sotto accusa anche perché di dubbia provenienza; dimenticando però che è anche una tipica produzione dei serricoltori italiani. 'Oggi i prezzi sono in caduta libera – denuncia la Confagricoltura – ma la notizia non buca gli schermi e non conquista spazio sui giornali.” L'Organizzazione agricola rimarca che il comparto ortofrutticolo produce merce altamente deperibile, le cui quotazioni sono fortemente condizionate dai volumi dell'offerta. Non è da escludere dunque che il clima di allarme di gennaio abbia modificato o rallentato la normale propensione ai consumi. Per questo, la Confagricoltura proseguirà la propria analisi per fornire puntuali ed approfondite informazioni ai consumatori ed all'opinione pubblica. L'Organizzazione ricorda le proposte avanzate a gennaio scorso, nella fase più acuta dell'emergenza orticola, che in gran parte mantengono la propria validità. - Avviare immediatamente, a sostegno degli agricoltori, le procedure per decretare lo stato di calamità nelle zone effettivamente danneggiate, attraverso l'attivazione della legge in vigore, da integrare con risorse aggiuntive. - In un programma più a lungo termine, lavorare per il rafforzamento dell'interprofessione, collaborando con tutti i soggetti della filiera anche ad un progetto per la tracciabilità che consenta non solo di garantire la qualità e la salubrità degli alimenti, ma anche di monitorare la situazione mercantile, dalla raccolta, alla distribuzione. - Rilanciare le infrastrutture attraverso investimenti adeguati, in particolare destinati alla modernizzazione dei mercati all'ingrosso e al rifacimento della rete irrigua. - Nell'ambito della organizzazione di mercato dell'ortofrutta, prevedere dispositivi di assicurazione dei raccolti e dei redditi degli agricoltori, nell'ambito dei piani operativi de
La Confagricoltura ricorda che a gennaio scorso le brusche oscillazioni delle temperature e l'ondata di gelo provocarono danni enormi al comparto orticolo con un forte calo produttivo. La diminuzione dell'offerta, fece aumentare i prezzi dei prodotti. Si gridò alla speculazione e iniziò il balletto scandalistico delle responsabilità. La denuncia delle "zucchine d'oro", come vennero battezzate, rimbalzò sui mass media; e proprio le zucchine diventarono simbolo di una produzione serricola, messa sotto accusa anche perché di dubbia provenienza; dimenticando però che è anche una tipica produzione dei serricoltori italiani. 'Oggi i prezzi sono in caduta libera – denuncia la Confagricoltura – ma la notizia non buca gli schermi e non conquista spazio sui giornali.” L'Organizzazione agricola rimarca che il comparto ortofrutticolo produce merce altamente deperibile, le cui quotazioni sono fortemente condizionate dai volumi dell'offerta. Non è da escludere dunque che il clima di allarme di gennaio abbia modificato o rallentato la normale propensione ai consumi. Per questo, la Confagricoltura proseguirà la propria analisi per fornire puntuali ed approfondite informazioni ai consumatori ed all'opinione pubblica. L'Organizzazione ricorda le proposte avanzate a gennaio scorso, nella fase più acuta dell'emergenza orticola, che in gran parte mantengono la propria validità. - Avviare immediatamente, a sostegno degli agricoltori, le procedure per decretare lo stato di calamità nelle zone effettivamente danneggiate, attraverso l'attivazione della legge in vigore, da integrare con risorse aggiuntive. - In un programma più a lungo termine, lavorare per il rafforzamento dell'interprofessione, collaborando con tutti i soggetti della filiera anche ad un progetto per la tracciabilità che consenta non solo di garantire la qualità e la salubrità degli alimenti, ma anche di monitorare la situazione mercantile, dalla raccolta, alla distribuzione. - Rilanciare le infrastrutture attraverso investimenti adeguati, in particolare destinati alla modernizzazione dei mercati all'ingrosso e al rifacimento della rete irrigua. - Nell'ambito della organizzazione di mercato dell'ortofrutta, prevedere dispositivi di assicurazione dei raccolti e dei redditi degli agricoltori, nell'ambito dei piani operativi de

