La colomba vola con zucchero, burro e canditi
E' la variante pasquale del panettone ma anche l'alternativa al classico uovo di cioccolato fondente o al latte. Si tratta della colomba, il tipico dolce lombardo che, complice la golosità degli ingredienti, ha saputo conquistare in breve tempo il favore e il palato degli italiani. Tradizionale con mandorle e frutta candita, innovativa con scaglie di cioccolato e ripiena di crema pasticciera o di gelato, infatti, la colomba è diventata il simbolo della Pasqua, venendo scelta da più dell'80% degli italiani per concludere il pranzo festivo. Controversa è la sua origine. In base ad una prima ricostruzione, la creazione della colomba viene fatta risalire al 750 d.c, quando, un pasticciere di Pavia, preparò un dolce dalla forma inusuale da donare in segno di pace al re longobardo Alboino che da tempo stava assediando la città. Secondo invece un'altra ricostruzione, l'origine dovrebbe risalire al tempo di Federico Barbarossa e della Lega dei comuni Lombardi. L'idea di preparare un dolce dalla forma di colomba, venne probabilmente suggerita dalla visione di due colombi che si erano appoggiati, nel corso della battaglia, sulle insegne del carroccio, quasi a simboleggiare buon augurio e protezione. Quale che sia la tesi più corretta, è indubbio, comunque, che i primi ingredienti con cui la colomba veniva preparata fossero molto semplici: alle uova, farina e lievito del preparato iniziale,infatti, si aggiunsero burro,zucchero e canditi solamente in un secondo momento. Da allora ad oggi, numerose sono le innovazioni apportate nella preparazione, nonostante non esista un'etichetta in grado di definire quali siano gli ingredienti obbligatori da usare per il dolce.
A fare la differenza, pertanto, sono esclusivamente il tipo d'ingrediente utilizzato e il rispetto delle regole basilari nella preparazione. Sulla base di questi dati, oltre che sulla distinzione tra prodotto artigianale e industriale, è possibile definire il prezzo di vendita del prodotto. Fortemente competitivi, in particolare, sono i prezzi della produzione industriale che, contando sulla diffusione nella grande distribuzione, possono garantire anche un abbattimento del prezzo del 30% (che si può innalzare anche di altri 20 o 30 punti percentuali in occasione della fine delle festività) rispetto a quello di pasticceri e fornai. Ad essere comune a tutte le tipologie di produzione è, invece, la preparazione del dolce, che si compone di due distinti momenti: la preparazione del lievito – realizzata solitamente nel corso del pomeriggio cosi da usare le ore notturne per la lievitazione – e la lavorazione della pasta. Dopo la cottura (170/180°C per circa un'ora) è fondamentale che la colomba pronta venga fatta raffreddare per alcune ore capovolta su appositi spilloni d'acciaio, così da evitare sia l'afflosciamento, sia la perdita di morbidezza. Un'ulteriore qualificazione per il prodotto finito da porre in vendita è rappresentata, infine, dalla confezione. La scelta, infatti, tra buste, scatole o composizioni, può diventare non solo una nota di distinzione ma anche di qualificazione del prodotto
A fare la differenza, pertanto, sono esclusivamente il tipo d'ingrediente utilizzato e il rispetto delle regole basilari nella preparazione. Sulla base di questi dati, oltre che sulla distinzione tra prodotto artigianale e industriale, è possibile definire il prezzo di vendita del prodotto. Fortemente competitivi, in particolare, sono i prezzi della produzione industriale che, contando sulla diffusione nella grande distribuzione, possono garantire anche un abbattimento del prezzo del 30% (che si può innalzare anche di altri 20 o 30 punti percentuali in occasione della fine delle festività) rispetto a quello di pasticceri e fornai. Ad essere comune a tutte le tipologie di produzione è, invece, la preparazione del dolce, che si compone di due distinti momenti: la preparazione del lievito – realizzata solitamente nel corso del pomeriggio cosi da usare le ore notturne per la lievitazione – e la lavorazione della pasta. Dopo la cottura (170/180°C per circa un'ora) è fondamentale che la colomba pronta venga fatta raffreddare per alcune ore capovolta su appositi spilloni d'acciaio, così da evitare sia l'afflosciamento, sia la perdita di morbidezza. Un'ulteriore qualificazione per il prodotto finito da porre in vendita è rappresentata, infine, dalla confezione. La scelta, infatti, tra buste, scatole o composizioni, può diventare non solo una nota di distinzione ma anche di qualificazione del prodotto

