Nato in Messico, conosciuto dai Maya e dagli Aztechi, il cioccolato è stato per secoli considerato un cibo aristocratico, addirittura il 'cibo degli dei” ('theobroma cacao” è infatti il suo nome scientifico). Dall'America centrale e meridionale, dove viene da sempre prodotto il cacao più pregiato, il cioccolato si è presto diffuso in tutto il mondo, grazie anche all'iniziativa di personaggi passati alla storia per aver contribuito alla valorizzazione di questa golosità tanto cara a molti consumatori. La tavoletta di cioccolato è nata in Gran Bretagna. Un olandese ha inventato i principali macchinari per la lavorazione del cacao. In Svizzera sono stati uniti per la prima volta cacao e latte: inventando così il cioccolato al latte, oggi il più consumato. Imprenditori svizzeri che hanno legato il loro nome al cioccolato sono Nestlè, Lindt e Tobler, iniziatori di aziende oggi affermate. Anche il Piemonte ha dato il suo contributo inventando il Gianduia, aggiungendo al cacao le note nocciole Piemonte. Sono molti i pasticcieri che sanno trattare in modo egregio il cacao e preparano cioccolati di grande finezza. Sempre molto elevato è anche il consumo. L'interesse per il cioccolato è grande, a giudicare anche dall'alta partecipazione, all'Hotel San Marco di Bergamo, ad una riunione organizzata da Iassu Viaggi di Cristina Aletti in collaborazione con la storica Pasticceria Balzer e l'associazione enogastronomica Gaudio di Bologna. La qualità del cioccolato – come ha ribadito Marcello Morace, uno dei massimi esperti italiani in materia – è data principalmente dalla percentuale di cacao che contiene. Il cioccolato al latte deve avere almeno il 30 per cento di cacao, quello fondente parte dal 45 per cento di cacao sino ad arrivare al cento per cento. Il consumo del cioccolato non avrebbe alcun tipo di legame con patologie, nemmeno con acne o carie dentaria, ha sostenuto Morace. Certo, è molto calorico, quindi va consumato con una certa moderazione. Molto interessanti gli abbinamenti proposti in degustazione durante la serata. Come noto, il cioccolato è uno degli alimenti più difficilmente abbinabile ad un vino o distillato, ma le soluzioni proposte da Piero Valdiserra, presidente di Gaudio e direttore marketing della Fratelli Rinaldi Importatori di Bologna, sono state pienamente indovinate. Si è cominciato con un cioccolato al latte abbinato al vino francese Banyuls Gran Cru 1996, prodotto in una ristretta fascia ai piedi dei Pirenei. Si è proseguito con un cioccolato fondente (70 per cento di cacao del centro America) abbinato ad un Porto Taylor.s Special Ruby (20 gradi). Quindi un altro grande vino, il Barolo chinato firmato da Cappellano, aromatizzato con corteccia di china calissaja, abbinato ad un cioccolato 80 per cento di cacao. Infine, per un cioccolato al cento per cento cacao, l'abbinamento è stato con un Rhum Barbancourt prodotto ad Haiti (doppia distillazione, 43 gradi alcolici). Nel corso della serata si è parlato ovviamente di turismo enogastronomico, il nuovo settore sul quale puntano sempre maggiore attenzione i tour operators e le agenzie viaggi. L'ente austriaco del turismo ha illustrato le ultime novità proposte. Parlando di cioccolato non si è potuto, infatti, dimenticare la torta Sacher, la più classica delle torte al cioccolato, inventata dal noto pasticciere austriaco e notissima nel mondo. Il suo gusto seducente, infatti, porta ogni anno migliaia di turisti a Vienna R.V.